Niente
Niente di Jeanne Teller Feltrinelli editore
Pierre Anthon l’adolescente protagonista, novello Barone rampante?, sale su un albero e non scende più; urla a tutti il suo niente, niente è importante, niente ha senso, non vale la pena vivere.
Provoca una forte reazione nei suoi compagni, che cercano di smentirlo con un grande progetto, però fino alla fine non siam sicuri che riescano a trovarlo il tanto agognato significato della vita.
C’è un’atmosfera che piano piano si fa sempre più cupa, che porta il lettore a provare gli stessi sentimenti dei protagonisti, ci sono degli eventi che si susseguono inesorabili fino al gran finale…
Questo libro mi ha fatto infuriare, mi sembrava che l’autrice si fosse ispirata al Barone rampante, ma io pensavo che Cosimo Piovasco di Rondò non è così: lui è libero e leggero su quell’albero, legge tantissimo e di tutto, interagisce con il mondo, s’innamora perdutamente, ha un cane fedele, vive.
Ho pensato tanto, poi la rabbia è passata, e ho lasciato spazio alle riflessioni: cosa deve fare un romanzo? Deve lasciare un senso di vuoto? Deve provocare?
Deve sicuramente riuscire a far pensare, a farti fare delle domande, deve trovare nel lettore il più grande alleato o un acerrimo nemico e questo libro fa molto bene tutto questo.
Niente è specchio dei nostri tempi e, una volta letto il libro, questa consapevolezza ci costringe a riflettere.
Per lettori maturi. Dai 17 ai 99 anni.
Da leggere: Il signore delle mosche di W. Golding e Il barone rampante di I. Calvino.

